Un foglio A4 scritto a carattere 12, immagini incluse. Lo spazio a disposizione è poco, ma chi scrive non proporrà complesse disquisizioni, bensì interventi brevi e possibilmente incisivi. Come si può intuire dal nome del sito l’obiettivo che ci si pone è difficile da raggiungere e non sarà grazie a queste poche pagine che vedrà la luce una patria di uomini liberi ed uguali. Fatto sta che il primo passo per cambiare la realtà è comprenderla e non si è mai visto un miope capace di centrare un bersaglio. Allo stesso modo la miopia politica si può curare solo con buone lenti politiche. Il secondo passo da compiere sta nell’individuare il bersaglio che si vuole colpire. Questo bersaglio sono le disuguaglianze, la povertà, la disoccupazione. Viviamo in una società tragicamente diseguale in cui gli unici valori sono la competizione e il disprezzo per chi è più povero. Però si sa, odiare chi ha di meno è più facile che prendersela con chi ha di più. Il potere può vendicarsi, i pezzenti no.
Terzo ed ultimo passo sta nel proporre una soluzione. E se l’obiettivo che si vuole perseguire è la lotta alle disuguaglianze, allora la soluzione sta nel cominciare a discutere di come dar vita a un partito/movimento che intenda conquistare le istituzioni. La risposta ai nostri problemi non è rappresentata da Salvini e dal suo odio verso qualunque essere nato a sud di Bologna. Allo stesso modo non si può che provare disprezzo verso Matteo Renzi, il quale ha definitivamente tramutato il suo partito in un gruppo di leccaculo dei vari Marchionne e Farinetti. E anche Grillo fa parte del problema. Non bastano amministrazioni pubbliche trasparenti. L’essere onesti di per sé non vuol dire difendere gli interessi dei più deboli, degli emarginati, dei senza casa, dei disoccupati.
I dati parlano da soli. La disoccupazione in Italia è al 12% e quella giovanile al 40. Parallelamente l’1% più ricco della popolazione possiede il 25% della ricchezza nazionale. Mentre il 20% più povero possiede lo 0,06% della ricchezza nazionale: 415 volte di meno. Sapete dire il nome di un singolo partito/movimento che in Italia faccia di questi numeri il proprio cavallo di battaglia? Ecco quel partito/movimento va fondato, sono i fatti che ce lo chiedono, punto e basta. Che si chiami «partito x», «movimento y», «populismo z» è irrilevante. Il nome, il simbolo e i colori non contano niente, quel che conta sono gli obiettivi che si vogliono perseguire.
Per perseguire tali obiettivi bisogna conquistare le istituzioni, dato che solo lo stato può farsi carico di un’emergenza sociale di queste dimensioni. E può farlo solo tramite piani per l’occupazione, difendendo a tutti i costi l’industria nazionale e i suoi posti di lavoro, aumentando gli investimenti in opere pubbliche utili, nazionalizzando il sistema bancario e creando un insieme di garanzie sociali che impediscano che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Sono questi i punti minimi per rendere la società italiana più umana, più razionale, più giusta. Al di fuori di ciò c’è solo la barbarie. E la barbarie, per chi non lo sapesse, ha un nome e un cognome: Libero Mercato. Ma di fronte a queste affermazioni già si sente risuonare la voce dei signori del mondo: «ma la globalizzazione? il debito? l’Europa?». L’Unione Europea, come la globalizzazione, è solo uno strumento nelle mani dei potenti. L’Unione Europea è il mostro che ha messo volutamente in ginocchio la Grecia, che obbliga gli stati a svendere i servizi pubblici e che con le politiche di austerity ha devastato la vita di decine di milioni di persone. Questa è la tragica realtà, e di fronte a questi sciacalli all’Italia resta una sola risorsa: l’Italia stessa, e il suo PIL che continua ad essere l’ottavo al mondo. Solo un governo che faccia gli interessi dell’Italia salverà l’Italia, il resto sono chiacchiere.